Un salto nella passione per l'atletica vissuta e da vivere.
Tutto quello che rientra nel "genere" curiosità
Se
vuoi soddisfare una tua curiosità, non inserita tra queste allora
scrivimi!

Raramente regalo un numero di gara e quasi certamente non ho mai regalato quello che "ha saltato con me".
Da due a cinque ore al giorno, a seconda del lavoro da svolgere se "qualitativo" o "quantitativo".
12+1
mi sai dire quanto fa? Esatto! E' quello il numero che mi porta male. Se poi
cade di venerdì, allora riduco al minimo le attività mettendomi
se possibile in stand-by!
Amo la musica! Durante le gare (quando è concesso) o durante il riscaldamento per la competizione, la uso per "isolarmi" e concentrami.
Quando lavoro al computer ascolto di tutto ma quando devo chiudere un lavoro, ascolto ad oltranza i Manhattan Transfert.
Sono
troppi...ok, ne individuo due, uno più datato e uno recente.
Il più datato risale al 1994 la gara ad Arnsthadt (Germania). Palestra gigante, pubblico "in pedana", dj e musica ad alto volume, salti alternati tra uomini e donne con "accompagnamento" musicale scelto da ognuno di noi...quando riconoscevi la "tua" musica...toccava a te!
Il più recente: la prima volta che ho potuto correre e superare nuovamente l'asticella dopo l'operazione alla gamba! Ero certa che non sarebbe più stato possibile farlo!
2004.
Partendo per la Turchia (Coppa Europa) mi sono infortunata...con una valigiata
sulla gamba di stacco. Ho gareggiato ugualmente, vincendo. Ho affermato "sono
finalmente tornata ai miei massimi livelli, curo questo infortunio e torno
in pista" e poco dopo ho scoperto che la mia corsa verso le Olimpiadi
doveva fermarsi. Distacco del tendine d'achille e il polpaccio interamente
da ricostruire.
Si! E' decisamente il ricordo peggiore...cancella tutti gli altri per sofferenza fisica ed emotiva!
Sono
considerata tra le più scaramantiche atlete italiane ed in parte è
vero. Molto però è pura invenzione. In campo mi porto "pezzi
di vita": dal pupazzo del mio cane alla pallina di miei gatti. Le foto
dei miei cari e di Padre Pio. Anello tricolore acquistato con i primi guadagni.
Orecchini regalati dal fidanzato e tanto altro. Insomma, tutto quello che
può farmi sentire a casa anche stando lontano da casa.
Reali scaramanzie: venerdì tredici; rientrare a casa o in albergo perchè ho dimenticato qualcosa; il sale e l'olio versato; i numeri fortunati scritti sul retro del numero di gara prima della competizione.
Scaramanzie cadute in disuso: avevo sempre gli elefantini della mia collezione allineati con la proboscide verso la finestra. Dopo l'arrivo di Muck, il mio secondo gatto, posso ritenermi fortunata se gli elefantini restano in piedi...ma decisamente non sono quasi mai girati nel verso giusto.
Nuova scaramanzia che dovrebbe essere di tutti: la maglietta "Avis Foggia porta bene"! E porta davvero bene...come portano bene tutti i donatori di sangue!
Molte
delle scaramanzie affibbiatemi rientrano nella "procedura di
decollo". Movimenti schematici e sequenziali che mi permettono
di trovare la massima concentrazione. I capelli allacciati prima del salto,
gli schiaffi sulle gambe, le scarpe infilate con una sequenza precisa, il
pupazzo baciato prima del salto. Tenera o cretina? Ma no...training autogeno
"sul personalizzato"!
Alcuni oggetti sono da me "inseparabili": la fede di rame di mia nonna, l'anello tricolore acquistato con i primi guadagni atletici, una calzamaglia e una felpa che ormai sono così logore da non poterle più indossare ma...partono e tornano sempre con me!
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